Racconti da Leggere, Rosa

Dejà vu, quando l’amore non finisce mai

 

deja vu di marina Galatioto

“Irene l’aveva invita a quella festa con l’intento di farle conoscere qualcuno e lei aveva cercato in tutti i modi di non andarci. Purtroppo l’amica non si era data per vinta e aveva smontato ogni suo pretesto.

Ora era lì, seduta sul divano con un bicchiere tra le mani.

La musica assordante e il vociare di tutte quelle persone insieme, troppe anche per il salone di Irene, la infastidivano. Decisamente troppa gente per i suoi gusti. Accidenti, perché si era lasciata convincere?

Era una delle solite feste organizzate dall’amica. Invitava sempre più gente di quella che casa sua potesse ospitare. Ma stavolta c’era qualcosa di peggio. Da quando era arrivata aveva la netta sensazione che qualcuno la stesse osservando.

Un’idea abbastanza assurda considerato il caos che regnava in quella casa. Comunque si sentiva a disagio e con l’impressione di non essere certa di dove si trovasse.

La voce dell’amica la riscosse. «Cris, voglio presentarti Matt, un mio amico.»

Alzò la testa decisa a dire a Irene che cosa ne pensasse della festa e di quanto poco le importasse di fare conoscenza con i suoi amici, ma le parole non le uscirono dalla bocca.

La sua attenzione fu catturata dall’uomo che stava al fianco dell’amica. Capelli scuri, occhi di un blu intenso, l’ombra della barba… e una strana, anzi stranissima sensazione. dove l’aveva già visto? era convinta di conoscerlo da molto, molto tempo.

Si rese conto di essere rimasta lì, a bocca aperta a fissarlo. e perdipiù l’uomo se ne era accorto. «Mi scusi, non è la mia serata.» mormorò.

«Un vero peccato perché credevo di aver trovato qualcuno con cui scambiare quattro parole. Per me qui c’è troppa gente, troppo frastuono.»

«Ehi, è la mia festa. per favore, non snobbatela troppo!» protestò Irene.

Cris fece un mezzo sorriso. Quella voce… «Mi rendo conto che può sembrare scontato, ma ci siamo già visti per caso?, trovò il coraggio di chiedergli.

Irene con molto tatto sgattaiolò verso altri ospiti e i due si accomodarono sul divano.

«Di solito sono gli uomini a dirlo», rispose lui notando il suo imbarazzo. «Ma credo che stavolta sia vero. E non solo per questo dettaglio.»

«È tutto così strano.» mormorò Cris portandosi una mano alla fronte e socchiudendo gli occhi. Sentiva sulla pelle il calore del sole e una strana eccitazione. Vedeva nella mente tante immagini curiose. Aprì gli occhi e abbassò il braccio. nel farlo sentì il fruscio della stoffa. stava impazzendo, era l’unica soluzione.

Come poteva sentire il fruscio della stoffa se indossava un abito senza maniche, vista la stagione? Alzò lo sguardo per incontrare quello dell’uomo seduto accanto a leil Stava sorridendo, come se sapesse qualcosa che lei non conosceva ancora.

«Sono stanca di tutto questo chiasso. Vorrei andarmene.»

«Ti accompagno.» si offrì lui alzandosi e porgendole la mano per aiutarla a fare altrettanto.

Cris accettò l’offerta, ma al contatto con la sua mano calda ebbe un brivido. Poi Matt le circondò la vita con un braccio e le sembrò la cosa più naturale del mondo.

Irene li guardò andare via. Certo aveva sperato che i due si piacessero, convinta fossero fatti l’una per l’altro, ma quello che stava vedendo superava di gran lunga le sue più rosee aspettative.

Cris e Matt si fermarono in un locale che conosceva lui. Aveva le luci soffuse e una musica di sottofondo creava un ambiente romantico e tranquillo. I divanetti erano divisi l’uno dall’altro da graziosi separé in stile liberty.

Fu una serata davvero speciale. La mente di Cris era un turbinio di pensieri e immagini, in cui si vedeva con Matt.

Aveva la sensazione di rivivere situazioni già vissute, emozioni già provate. Chissà se anche lui aveva quella sensazione, se anche lui vedeva quel passato che sembravano aver condiviso.

Quando il suo cavaliere infine la condusse a casa, Cris era più frastornata che mai. Era la prima volta che le capitava una cosa simile e non ne era nemmeno certa che non fosse solo frutto della sua immaginazione,

«Buonanotte Matt.» lo salutò «Grazie della splendida serata.» non gli chiese se si sarebbero rivisti.

«Buonanotte dolce Elisabeth» sussurrò lui e Cris ebbe la certezza che non solo si sarebbero rivisti, ma che tutto ricominciava da capo.”

Pubblicato a settembre 1997 sulle collane Blue Tango che uscivano in edicola ogni mese. La lunghezza del racconto era stabilita dal concorso. Una curiosità? In quelli i romanzi di queste collane costavano 3.900 lire

Questo è stato il primo racconto che ho pubblicato con una casa editrice. Avevo partecipato al loro concorso e vinto la pubblicazione in tutte le loro collane del mese, come “racconto più bello del mese”.

Puoi saperne di più nella pagina delle mie Pubblicazioni.

Seguimi sui social, cliccando sulle immagini qui sotto, per rimanere sempre informata su nuove uscite e racconti da leggere ascoltare.

marina galatioto instagram    marina galatioto facebook marina galatioto facebook

 

Potrebbe piacerti anche...

Lascia un Commento