A loser’ swing: quando Ann the Loser diventa musica

A loser' swing nuovo brano su Spotify

Un romanzo può continuare oltre le sue pagine, cerco di dimostrarlo ogni giorno. Può diventare un’immagine, un oggetto, una voce e qualche volta può diventare persino una canzone.

È così che è nata A loser’ swing, la traccia musicale ispirata ad Ann the Loser e al momento in cui torna alla rimpatriata della sua vecchia scuola, una scena importante del romanzo e forse una delle più simboliche perché Ann non sta semplicemente tornando in un luogo del passato.

Sta tornando nel posto in cui, dieci anni prima, era stata etichettata come una loser.

Una colonna sonora per Ann

L’idea di creare A loser’ swing è nata dal desiderio di dare al romanzo una piccola colonna sonora. Non volevo una canzone genericamente ispirata alla storia. Volevo qualcosa che seguisse davvero le orme della protagonista, qualcosa che raccontasse Ann: il suo passato, il ritorno alla scuola, la rimpatriata e soprattutto il contrasto tra la ragazza che gli altri ricordavano e la donna che è diventata.

Il testo della canzone riprende infatti direttamente atmosfere e momenti del romanzo. È quasi una piccola scena musicale tratta dal mondo di Ann the Loser.

Perché proprio uno swing?

Per raccontare Ann ho scelto lo swing, una musica brillante, ritmata, elegante e leggermente ironica. Mi sembrava perfetta per lei perché la storia di Ann contiene certamente dolore, bullismo e insicurezza, ma non volevo trasformare la sua rivincita in qualcosa di cupo.

Ann torna alla rimpatriata diversa. Non perché abbia cancellato il passato, ma perché quel passato non ha più il potere di definirla e lo swing mi permetteva di raccontare proprio quella sensazione, un passo dopo l’altro, quasi come se Ann entrasse nella palestra della scuola seguendo il ritmo della propria colonna sonora.

Il ritorno alla rimpatriata

La rimpatriata scolastica è uno dei momenti centrali di Ann the Loser. Dieci anni prima Ann era la ragazza che al liceo veniva osservata attraverso il proprio corpo.

La loser, quella da prendere in giro, quella che non sembrava appartenere al gruppo delle persone destinate ad avere successo. Quando torna, però, molte cose sono cambiate. Ann è diventata una donna adulta, ha costruito la propria attività, ha creato un marchio, ha imparato a stare nel mondo in un modo completamente diverso, ma tornare significa anche incontrare nuovamente le persone che appartengono alla versione più fragile di sé stessa.

Inevitabilmente significa incontrare anche Bradley.

Dentro il testo di A loser’s swing

Il testo di A loser’s swing segue Ann mentre incontra nuovamente, alla rimpatriata scolastica, una delle persone che appartengono al suo passato. All’inizio c’è uno sguardo. Lui la osserva, incuriosito, senza riconoscerla immediatamente. Ann, invece, ricorda perfettamente. Ricorda le prese in giro, le risate con gli amici e soprattutto quell’etichetta che per anni le è rimasta addosso: loser.

Nel brano questa parola ritorna attraverso il ritornello quasi come un’eco del passato.

Prima è:

“Una loser, sei una loser.”

e la identifichiamo come la voce degli altri, quella che Ann ha sentito quando era giovane e fragile e che, inevitabilmente, ha finito per portare con sé anche dopo la scuola.

Poi qualcosa cambia.

Il coro diventa:

“Loser, eri una loser.”

Il tempo verbale è importante perché fa capire che quell’etichetta appartiene ormai al passato.

Dalla loser alla leader

Il punto di svolta arriva durante l’incontro. Ann stringe la mano alla persona che un tempo la derideva e può finalmente guardare ciò che è diventata. Non ha bisogno di raccontargli quanto vale. La sua vita lo racconta per lei.

Nel testo compare così uno dei passaggi che rappresentano meglio l’intera canzone:

“Ero una loser e adesso sono una leader.”

Ma la vera rivincita di Ann non è il successo, è ciò che accade subito dopo. Ann potrebbe restituire lo stesso giudizio, in fin dei conti ora vale più di tutti loro messi insieme. Potrebbe chiamare “perdente” la persona che un tempo aveva fatto sentire tale lei.

Sceglie di non farlo perché ormai non ne ha bisogno.

La vera vittoria di Ann

La parte che forse racconta meglio il senso di Ann the Loser arriva proprio alla fine della canzone. Ann ricorda di essersi sentita giovane, fragile e inutile. Ricorda di essere caduta e di essersi rialzata molte volte. E ora potrebbe finalmente capovolgere i ruoli, ma non lo fa.

Per sentirsi vincente non ha più bisogno che qualcun altro perda.

Ed è qui che la canzone smette di essere semplicemente il racconto di una rivincita scolastica e diventa il racconto della crescita di Ann.

La conclusione racchiude tutto il suo percorso:

“Sono cresciuta, so quanto valgo.
Le tue parole non mi offendono più.
So chi sono.
Dimmi chi sei diventato tu.”

Ann non è diventata forte perché qualcuno ha finalmente riconosciuto il suo valore. È diventata forte perché ha imparato a riconoscerlo da sola ed è probabilmente questa la vittoria più importante di tutta la sua storia.

Non una vendetta, ma una rivincita

Una delle cose che mi interessavano maggiormente, scrivendo sia il romanzo sia la canzone, era distinguere tra vendetta e rivincita. Ann non torna per distruggere qualcuno, non torna per dimostrare che gli altri sono diventati dei falliti, anche se inizialmente potrebbe sembrarlo.

La sua vera rivincita è un’altra: essere riuscita a costruire una vita che dieci anni prima non riusciva nemmeno a immaginare ed entrare in quella palestra sapendo finalmente che la parola loser non racconta più chi è. Forse non l’ha mai raccontato davvero.

Dal romanzo alla musica

A loser’ swing nasce quindi come una piccola estensione narrativa di Ann the Loser, una canzone che non sostituisce la scena del romanzo, ma l’accompagna. Mi piace pensare che faccia parte dello stesso universo.

Se il libro racconta ciò che Ann pensa e vive, la musica aggiunge un’altra dimensione: il ritmo, l’atmosfera, il movimento. È quasi possibile immaginarla mentre entra alla rimpatriata, osserva la palestra e riconosce facce che appartengono a un’altra vita.

Una canzone nata anche per i reel

C’era inoltre un motivo molto pratico dietro la nascita di questa canzone: volevo poter utilizzare una musica che davvero appartenesse ad Ann nei reel dedicati al romanzo. Non volevo semplicemente scegliere una traccia che si adattasse alle immagini, volevo che anche la musica raccontasse la stessa storia, così testo, immagini e romanzo potevano diventare parti dello stesso racconto.

È una forma diversa di storytelling: dalla pagina al video e dal video alla musica. E poi dalla musica di nuovo al romanzo. Insomma, un cerchio.

A loser’ swing su Spotify

A loser’ swing è disponibile su Spotify con il nome Marina Galatioto Scrittrice.

🎵 Ascolta A loser’ swing su Spotify

Se hai già letto Ann the Loser, prova ad ascoltarla pensando alla scena della rimpatriata. Se invece non conosci ancora Ann, forse questa canzone può essere il primo piccolo ingresso nel suo mondo.

archivio del Metodo Narrativo DEFINITIVO trasparenteAnn the Loser continua oltre il romanzo

A loser’ swing fa parte dell’Archivio Narrativo di Ann the Loser.

Un archivio nato per raccogliere tutto ciò che continua a vivere intorno a una storia dopo la pubblicazione:

Perché alcune storie finiscono con l’ultima pagina, altre, invece, continuano a espandersi.

Dove ogni romanzo continua oltre l’ultima pagina.

Entra nell’universo di Ann

Scopri Ann the Loser

Leggi il romanzo

Esplora l’Archivio Narrativo di Ann the Loser

Lascia un Commento