Blaine Wallreens: chi è davvero il protagonista di Una loser curvy alla riscossa

personaggi di Una loser curvy alla riscossa: la protagonista Joy

Blaine Wallreens non è abituato a perdere il controllo. Ha costruito da solo un’impresa multimilionaria. È abituato a prendere decisioni, a risolvere problemi (persino quelli degli altri membri della sua famiglia) e a non dipendere da nessuno.

E non è il tipo d’uomo che si innamora. Quando Joy Monreal entra nella sua vita, quindi, il problema non è soltanto che non si fida di lei. Il vero problema è che quella donna è esattamente il contrario di tutto ciò che pensa di desiderare eppure, proprio per questo, diventa impossibile ignorarla.

Chi è Blaine Wallreens

Blaine Wallreens è il protagonista maschile di Una loser curvy alla riscossa. È affascinante, sicuro di sé, arrogante e decisamente poco incline a concedere fiducia. È anche un uomo che ha costruito la propria vita contando quasi esclusivamente sulle proprie forze. Da giovane ha creato un’impresa tutta sua un po’ per il piacere di farlo, un po’ per il bisogno di allontanarsi dalla famiglia.

Con il tempo quell’attività è diventata multimilionaria, permettendogli di raggiungere un’indipendenza economica che il resto della sua famiglia non possiede più, ma il successo non significa necessariamente libertà. Per Blaine, infatti, significa anche responsabilità, soprattutto responsabilità che non ha mai voluto e che si trova, invece a dover avere.

Blaine e le donne

Blaine non cerca relazioni serie. Non le vuole. Non ne sente il bisogno. Le sue storie sono brevi, leggere e senza conseguenze. Il classico mordi e fuggi. Nessuna promessa, nessun coinvolgimento e ha anche un tipo molto preciso: donne magre, eleganti, taglia 40, donne che rientrano perfettamente nell’idea estetica che ha sempre considerato attraente.

Sono anche donne che sanno bene a quale gioco si giochi: possono avere Blaine tra le lenzuola, ma non possono ambire ad altro.

Poi arriva Joy e lei non corrisponde affatto a quel modello.

Joy è tutto ciò che Blaine non cerca

Joy è curvy. È impulsiva.nÈ comparsa improvvisamente nella vita della sua famiglia e, soprattutto, Blaine non si fida di lei. Dal suo punto di vista, Avery è stato troppo ingenuo a credere alla storia di quella ragazza trovata nel grande magazzino.

Blaine, invece, preferisce prima osservare. Controllare. Capire cosa c’è dietro: per questo il loro rapporto parte subito male e, forse proprio per questo, diventa così interessante. 

Quando il desiderio mette in crisi le certezze

Blaine è convinto di sapere cosa gli piace, di sapere quali donne desidera e quando è il momento di fermarsi. Joy mette in crisi tutte queste certezze, non soltanto perché è diversa dalle donne che frequenta abitualmente, ma perché l’attrazione che prova per lei non rientra nei suoi schemi.

E quando una cosa non rientra nei suoi schemi, Blaine cerca di trasformarla in qualcosa che possa controllare. È qui che entra in gioco uno degli elementi centrali della loro relazione: il patto segreto.

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Il patto segreto

Blaine non è un uomo da dichiarazioni romantiche. Quando comincia a desiderare, Joy prova a gestire la situazione nel modo che conosce meglio: con delle regole e un accordo segreto che Joy è ben lieta di accettare. Nemmeno lei vuole che si sappia.

Perché stabilire delle regole è facile, ma rispettarle diventa molto più complicato quando entrano in gioco emozioni che nessuno dei due aveva previsto.

Blaine e il bisogno di controllo

Il bisogno di controllo di Blaine non riguarda soltanto l’amore, riguarda praticamente tutta la sua vita. È abituato a essere quello che risolve, quello che prende decisioni le decisioni scomode perché tutti gli altri non lo fanno, quello che deve mantenere la situazione sotto controllo perché tutti gli altri se lo aspettano.

E questo atteggiamento ha molto a che vedere con la sua famiglia.

La famiglia Wallreens

Blaine ha un fratello, Avery, una sorella, Sharon, e una madre. Il rapporto con loro è complicato. La famiglia Wallreens si trova infatti ad affrontare gravi problemi economici legati a errori compiuti dal padre, una situazione che coinvolge tutti, ma che, nella pratica, sembra pesare soprattutto su Blaine in quanto figlio maggiore.

Ci si aspetta che sia lui a salvare l’impresa, che sia lui a sistemare le finanze, che sia lui a trovare una soluzione.

Blaine ha successo, quindi, nella logica familiare, può occuparsene lui. Il problema è che nessuno sembra davvero chiedersi quanto questo gli costi.

Essere quello che “può farcela”

A volte essere la persona più forte di una famiglia può trasformarsi in una trappola perché se sei quello che sa risolvere tutto, gli altri finiscono per aspettarsi che tu lo faccia sempre e se ne lavano le mani. Blaine è esattamente in questa posizione. Ha costruito un’azienda multimilionaria, ha disponibilità economiche, ha le competenze che servono, sa prendere decisioni.

Quindi tutti guardano a lui, ma essere in grado di risolvere un problema non significa avere l’obbligo di farlo ed è una distinzione che Blaine deve imparare a fare perché anche lui ha sogni. E desideri.

Blaine e Avery

Tra Blaine e Avery esiste un rapporto fraterno complicato, con una differenza profonda nel modo in cui affrontano la vita che spesso il porta a discutere.

Avery è più disponibile a fidarsi, più aperto, più incline a dare possibilità; Blaine la vede come una debolezza. Avery è un sognatore, vorrebbe risollevare le sorti del magazzino, però non sa come fare e suo fratello crede che non si impegni abbastanza. Difatti è Blaine che si ritrova a dover sempre intervenire.

Un cambiamento importante per entrambi avviene con l’arrivo di Joy che funge da catalizzatore. Avery, spronato e sostenuto da Joy, la prima ad avere fiducia in lui, inizia a prendere posisione, a prendere decisioni e così il suo modo di affrontare la vita cambia.

Non tutto deve essere salvato

Blaine è cresciuto con l’idea che i problemi vadano risolti e che, se nessun altro lo fa, tocchi a lui, ma arriva un momento in cui deve chiedersi una cosa diversa: è davvero suo compito salvare tutto?

L’impresa di famiglia, le finanze, le conseguenze degli errori compiuti da altri, le aspettative della madre e dei fratelli. Essere responsabili non significa necessariamente sacrificarsi indefinitamente. A volte significa anche mettere un limite e fare in modo che gli altri diventino consapevoli di sé stessi.

Blaine si è costruito da solo

Questo aspetto è fondamentale per capire il personaggio. Blaine non è semplicemente un uomo ricco appartenente a una famiglia benestante. La sua vera fortuna l’ha costruita lui. Da ragazzo ha creato un’impresa propria che, nel tempo, è diventata multimilionaria.

Questo spiega molto della sua personalità e il bisogno di indipendenza, persino la diffidenza.

L’abitudine a fare affidamento su sé stesso, la difficoltà a delegare e forse anche quella tendenza a considerare le emozioni come qualcosa da tenere sotto controllo sono tutti effetti del modo in cui è stato cresciuto.

personaggi di Una loser curvy alla riscossa: la protagonista Joy

Joy vede un Blaine diverso

All’inizio Joy vede soprattutto l’uomo arrogante, quello che non si fida di lei, che sembra sempre pronto a giudicarla, abituato alle donne completamente diverse da lei, ma andando oltre la superficie, emergono altre parti del personaggio: il senso di responsabilità, il peso della famiglia, il bisogno di tenere tutto insieme e quella vulnerabilità che Blaine difficilmente mostra.

Joy non è lì per salvarlo, ma la sua presenza gli permette di guardare alcune cose da una prospettiva diversa.

Il paradosso di Blaine

Blaine è bravissimo a gestire il rischio negli affari, molto meno quando si tratta dei sentimenti. Per anni ha scelto relazioni che non potessero complicargli la vita, poi incontra proprio la donna che complica tutto e che, per assurdo, complica ancora di più il rapporto con suo fratello.

Quando proteggere qualcuno significa lasciarlo libero

Uno degli aspetti che più raccontano l’evoluzione di Blaine riguarda il modo in cui affronta i sentimenti. All’inizio cerca di controllare anche quelli, stabilisce limiti, delle regole, delle condizioni, ma amare davvero qualcuno significa anche accettare che l’altra persona abbia tempi, paure e scelte proprie.

E Blaine dovrà confrontarsi proprio con questo, con qualcosa che per lui è difficilissimo: non poter decidere tutto.

Blaine non è soltanto il protagonista arrogante

È facile descriverlo con alcune parole: ricco, sexy, arrogante e morally grey, almeno in alcuni momenti. Abituato alle relazioni senza impegno, Blaine funziona come personaggio soprattutto quando si va oltre questa superficie.

È un uomo che si è costruito da solo e che, proprio per questo, ha imparato a non aver bisogno di nessuno, un uomo che tutti considerano abbastanza forte da poter sopportare qualsiasi peso, uno che sa perfettamente come amministrare un’azienda.

Molto meno come gestire ciò che prova.

Joy e Blaine: due percorsi diversi

Joy e Blaine sembrano molto lontani, in realtà entrambi devono fare i conti con un’identità che si sono costruiti nel tempo.

Joy pensa di essere una loser. Blaine di dover essere quello che ha sempre tutto sotto controllo.

Lei deve capire che vale molto più del giudizio che ha imparato a dare a se stessa, lui deve capire che essere forte non significa assumersi ogni responsabilità e non avere mai bisogno di nessuno. Ed è anche per questo che il loro incontro cambia entrambi.

La domanda che racconta Blaine

Se per Joy la domanda è:

“Riuscirà a smettere di considerarsi una loser?”

Per Blaine potrebbe essere:

“Cosa succede quando l’uomo che controlla tutto incontra l’unica cosa che non può controllare?”

Non si tratta soltanto di Joy, ma ciò che le gli fa provare e ricordare.

Personaggio Metodo dell'archivio Narrativo© Marina GalatiotoBlaine Wallreens nell’Archivio Narrativo

Nell’Archivio Narrativo di Una loser curvy alla riscossa potrai approfondire anche altri aspetti della sua storia:

  • il rapporto tra Blaine e Joy;
  • il patto segreto;
  • la famiglia Wallreens;
  • il rapporto con Avery;
  • Blaine e Sharon;
  • la storia dell’impresa di famiglia;
  • il suo rapporto con il successo e il denaro;
  • hate to love e slow burn;
  • le citazioni più significative;
  • il dietro le quinte della costruzione del personaggio.

Dove ogni romanzo continua oltre l’ultima pagina.

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