Morally grey man, riconoscerlo

Morally grey man: significato, relazioni e red flag

Temi dell’Archivio Narrativo

Chi è un morally grey man? Come riconoscere un morally grey man? Perché ci affascina tanto nei romanzi.

temi del romanzo Archivio Narrativo di Marina GalatiotoMorally grey man: chi è, come si comporta in amore e perché ci affascina tanto

Il morally grey man è uno dei personaggi più amati nei romance contemporanei, nei dark romance e nei romanzi spicy. Non è propriamente un eroe, ma nemmeno un vero cattivo. Si muove in quella zona grigia (da cui appunto deriva il nome: grey in inglese significa grigio) in cui le regole diventano flessibili, le decisioni discutibili e il confine tra protezione e possesso può diventare estremamente sottile.

Nei romanzi può essere magnetico mentre nella vita reale è decisamente meno.

Ma chi è davvero un morally grey man? Come si comporta in una relazione? Può cambiare? E soprattutto: come si distingue il fascino del personaggio letterario da quello di un uomo dal quale, nella realtà, sarebbe meglio stare alla larga?

È proprio questa contraddizione ad avermi affascinata mentre scrivevo No Way Out, il mio ultimo romanzo, dove il protagonista maschile appartiene pienamente a questa categoria.

Che cosa significa morally grey man

Come accennavo poco fa, l’espressione inglese morally grey significa letteralmente “moralmente grigio”. Un personaggio morally grey non ragiona secondo una netta divisione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Ha un proprio codice morale e spesso decide autonomamente quali regole rispettare e quali ignorare. Può compiere azioni discutibili per motivazioni che, almeno dal suo punto di vista, considera giuste.

Protegge qualcuno? Potrebbe farlo utilizzando metodi che un eroe tradizionale non prenderebbe nemmeno in considerazione.

Vuole ottenere qualcosa? Potrebbe manipolare, mentire o superare alcuni limiti pur di riuscirci.

Ama una donna? Il suo amore può diventare totalizzante, ossessivo, persino possessivo.

Ed è proprio questa ambiguità a renderlo narrativamente interessante. Il morally grey man vive costantemente nella terra di mezzo. Non è il principe azzurro, ma non è nemmeno necessariamente il villain della storia.

Perché il morally grey man piace così tanto nei romance

Morally grey man: significato, relazioni e red flag

Probabilmente perché rappresenta qualcosa che nella vita reale cercheremmo di controllare, mentre nella narrativa possiamo esplorare senza subirne realmente le conseguenze.

Il morally grey man è spesso sicuro di sé, ha un carattere dominante, è estremamente determinato e protettivo (per quello che gli interessa), geloso, ossessivo, imprevedibile, disposto a infrangere le regole e allo stesso tempo capace di sentimenti molto intensi.

Nelle storie d’amore può incarnare la fantasia dell’uomo che dice: “Per te farei qualsiasi cosa.” Il problema nasce quando quel “qualsiasi cosa” smette di essere romantico e diventa controllo e possessività.

Nei romanzi possiamo chiudere il libro e sbarazzarci di lui, oppure avere un lieto fine in cui cambia o trova un equilibrio.

Nella vita reale, le conseguenze delle relazioni disfunzionali rimangono.

Ed è importante mantenere separati questi due piani.

Come si comporta un morally grey man in una relazione

Nei romanzi il morally grey tende ad amare in modo estremo e non conosce quasi mai le mezze misure.

Può essere l’uomo che entra in una stanza e nota immediatamente dove si trova lei. Quello che si ricorda ogni dettaglio, che si presenta quando c’è bisogno di lui e che diventa pericolosamente protettivo quando pensa che qualcuno possa farle del male, ma può anche essere quello che prende decisioni al posto della partner perché è convinto di sapere cosa sia meglio per lei.

Ed è qui che il confine diventa interessante nel romance. Perché una cosa è dire: “Ti proteggo” e un’altra è dire:

“Decido io cosa puoi fare perché so cosa è meglio per te.”

La differenza è enorme.

Un personaggio morally grey può vivere continuamente proprio su quel limite.

Morally grey, gelosia e possesso

Uno degli elementi più frequenti del trope è la gelosia. Il protagonista morally grey può essere profondamente possessivo nei confronti della donna che ama. Nella narrativa questa caratteristica viene spesso resa estremamente seducente perché il lettore conosce i suoi pensieri e sa che dietro certi comportamenti esiste un sentimento potentissimo (o una causa che risiede nel passato del protagonista, che non è una giustificazione, ma nel romance ha un valore).

Nella realtà, invece, la possessività non è mai qualcosa di positivo.

Frasi come:

“Non voglio che tu esca con lui.”

“Perché non mi hai risposto?”

“Fammi vedere il telefono.”

“Non mi piace come ti vesti quando esci senza di me.”

non sono una dimostrazioni d’amore, ma una forma di controllo che alla lunga non solo limita la tua libertà fisica, ma anche quella mentale e psicologica.

Difatti la differenza fondamentale è

“il rispetto della libertà dell’altra persona.”

Una relazione sana permette a entrambi di conservare amicizie, interessi, autonomia e spazio personale.

Come riconoscere nella vita reale comportamenti da morally grey man

Dimentichiamoci per un momento i romanzi contemporanei. Nella realtà non esiste una categoria di uomini veramente chiamata “morally grey man”. È un termine puramente narrativo. Esistono però comportamenti che possono diventare problematici all’interno di una relazione.

Per esempio, quando una persona controlla continuamente dove sei o pretende di sapere con chi parli, quando decide quali amici puoi frequentare o usa la gelosia come giustificazione per limitarti. Quando ti fa sentire in colpa quando scegli qualcosa per te stessa, alternando attenzioni enormi e freddezza che ti fanno essere costantemente insicura.

Quando un uomo non accetta un no e considera i propri desideri più importanti dei tuoi limiti o giustifica qualsiasi comportamento dicendo di averlo fatto “per amore”.

Un altro segnale importante riguarda la responsabilità: una persona può sbagliare, per la verità, tutti sbagliamo, ma c’è una differenza enorme tra qualcuno che dice: “Ho sbagliato. Capisco perché ti ho ferito” e qualcuno che invece risponde: “Se non avessi fatto quella cosa, io non avrei reagito così.”

Nella vita reale il morally grey può non essere affatto romantico. Non lo è quasi mai (per non dire mai).

La narrativa ha un enorme vantaggio: conosciamo le intenzioni del personaggio. L’autrice può mostrarci che dietro l’uomo apparentemente freddo e calcolatore esiste una persona ferita che può cambiare. Nel romanzo possiamo leggere i suoi pensieri e sapere che non farà realmente del male alla protagonista. Inoltre, di solito arriva  una redenzione.

Nella vita reale non abbiamo un narratore onnisciente, vediamo soltanto i comportamenti e la redenzione è più unica che rara perché il lieto fine, si sa, è per lo più prerogativa dei romance. Per questo non è una buona idea giustificare atteggiamenti che ci fanno stare male pensando:

“In fondo lo fa perché mi ama.”

Sbagliatissimo. L’amore non dovrebbe richiedere la rinuncia costante alla propria libertà o a qualsiasi altra cosa.

Morally grey man: meglio starci alla larga?

Da quello letterario? Assolutamente no. Leggetene quanti ne volete.

I romanzi servono anche a questo, a permetterci di esplorare fantasie, situazioni e personaggi che non necessariamente vorremmo incontrare nella vita reale.

Da un uomo reale che controlla, manipola, intimidisce o non rispetta i nostri confini? Assolutamente sì.

Il fascino della narrativa nasce proprio dalla distanza tra fantasia e realtà. Possiamo adorare un personaggio ossessivo in un romanzo e desiderare contemporaneamente un partner rispettoso, equilibrato e affidabile nella vita quotidiana. Le due cose non sono affatto in contraddizione.

Un morally grey man può cambiare?

Nei romance, ovviamente la risposta molto spesso è sì, altrimenti dove andrebbe a finire il lieto fine? La trasformazione del personaggio fa parte del piacere della storia. L’uomo incapace di amare impara ad amare. Quello che non si fidava di nessuno comincia a fidarsi. Quello che viveva soltanto secondo le proprie regole scopre che esiste qualcuno per cui vale la pena cambiare. E tutto per merito della protagonista. Una favola!

Nella realtà non possiamo innamorarci del potenziale di una persona aspettando che diventi qualcun altro. Il cambiamento può esistere soltanto quando la persona stessa riconosce i propri comportamenti e decide di modificarli. Non perché qualcuno la ama abbastanza. Non perché una donna riesce finalmente a “salvarlo”. Non siamo crocerossine.

Inoltre, il cambiamento deve partire da chi deve cambiare.

La differenza tra redenzione e giustificazione

È qui che, secondo me, si trova una delle parti più interessanti del trope morally grey. Un personaggio può essere perdonato senza che tutto ciò che ha fatto venga automaticamente considerato giusto. La redenzione funziona quando esiste una trasformazione.

La giustificazione, invece, dice semplicemente: “Ha fatto cose terribili, ma era innamorato.”

Sono due concetti molto diversi.

Un personaggio complesso diventa ancora più interessante quando deve confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte.

Il morally grey man in No Way Out

È uno dei motivi per cui ho voluto utilizzare questo tipo di protagonista in No Way Out. Il protagonista maschile del romanzo non è costruito per rappresentare l’uomo perfetto. Al contrario. È morally grey, dominante, ossessivo, geloso anche se non vuole ammetterlo e profondamente legato alla protagonista.

Tra loro esiste un rapporto intenso, complicato da un age gap di diciotto anni, da una forte attrazione e da un passato che continua a condizionare il presente. È una storia in cui desiderio, controllo, ossessione e sentimenti finiscono inevitabilmente per scontrarsi.

E proprio per questo la domanda non è soltanto: quanto può amare un uomo? e fino a che punto l’amore può giustificare quello che facciamo?

Perché continueremo ad amare i morally grey man nei romanzi

Perché sono imperfetti. Contraddittori. Imprevedibili. E soprattutto perché costringono la lettrice a chiedersi continuamente da quale parte stare. Un eroe completamente buono è rassicurante. Un villain completamente cattivo è semplice da interpretare. Il morally grey invece ci mette in difficoltà. A volte vogliamo perdonarlo, a volte, invece, vorremmo prenderlo a sberle.

A volte sappiamo perfettamente che sta sbagliando e continuiamo comunque a girare pagina, ed è probabilmente proprio questo il suo fascino.

Nei romanzi possiamo innamorarci anche dell’uomo dal quale, nella vita reale, ci direbbero tutte di scappare.

No Way Out

No Way Out è un romance contemporaneo spicy con morally grey man, age gap, obsessive love, dominant male, soft dominance e second chance, una storia in cui l’attrazione non è mai semplice e il confine tra desiderio, ossessione e amore diventa sempre più difficile da individuare.

Perché alcune persone riesci a dimenticarle e altre diventano la tua unica via d’uscita. O forse la ragione per cui non riesci più a trovarne una.

Continua a esplorare

Il mondo di No Way Out puoi esplorarlo attraverso questi articoli sul blog dedicati:

Perché ho pensato anche a un finale alternativo? Un morally grey man si meriterebbe proprio un altro finale, uno in cui… beh, lo lascio scoprire a te.

Continua la storia

Se ami i romance con protagonista un morally grey man che vive l’amore con un’ossessione, l’age gap e le relazioni proibite allora

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Anche A kiss for love ha un morally grey man come protagonista maschile.

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